La struttura fisica è caratterizzata dalla residenzialità temporanea con moduli abitativi autonomi: 10 minialloggi individuali con spazi giorno e notte, integrati da ampi spazi comuni di soggiorno, attività di socializzazione, attività di comunità, laboratori diagnostici, sale terapeutiche (motoria, occupazionale, cognitivo/espressiva).
Poiché il ruolo attivo e consapevole dei familiari è cruciale sia in termini di relazione che di mantenimento dei ritmi e riti della vita quotidiana, viene assicurata la possibilità di una convivenza continuativa in condizioni di comfort adeguato, la agibilità di eventi e luoghi che agiscano come sincronizzatori della vita familiare ed il rispetto dei bisogni di autonomia e privatezza sia del familiare che del paziente. La complessa relazione fra organizzazione dei luoghi, del tempo e delle figure di “care” permette di sostenere una flessibilità di linee riabilitative che non potrebbero trovare collocazione nell’ambito di una struttura tradizionalmente ospedaliera.
Viene applicato un modello paradomiciliare in ospedale, fondato sulla centralità gestionale della famiglia. Il personale sanitario e assistenziale opera in modalità sussidiaria sulla base di un esplicito “contratto di assistenza”, formale e rivedibile periodicamente.
L’organizzazione della componente sanitaria e assistenziale professionale segue i principi della interprofessionalità, del lavoro in team, dell’assistenza per obiettivi e della relazione di aiuto.
La componente sanitaria assicura le migliori procedure tecniche e assicura altresì un ruolo di consulente “esperto” con finalità informative ed educative. Questo modello prepara alla assunzione graduale, responsabile e consapevole, delle funzioni di care giver dopo la dimissione. Il familiare quindi non è solo parte del team professionale che definisce e realizza il progetto riabilitativo individuale, ma è organizzatore in prima persona del ritmo e del rito quotidiano.
La permanenza si allontana da una degenza intesa come "tempo passivo" in attesa di fasi delimitate di attività rieducative. La quotidianità si modella sul principio di un "ambiente terapeutico", dove tempi e spazi sono definiti da programmi integrati di attività sulla base di un progetto individuale.